Impianto a metano: conviene davvero?

Impianto a metano, soluzione standard ed efficace per il riscaldamento e l'acqua sanitaria.

 

L’impianto a metano rappresenta una scelta diffusa per il riscaldamento domestico. In questo articolo esamineremo la sua diffusione, analizzeremo i pro e i contro, i permessi necessari e come risparmiare sull’installazione.

 

Da decenni, la scelta del gas naturale è lo standard per milioni di famiglie italiane, consolidandosi come la soluzione predominante nel panorama edilizio nazionale.

 

Tuttavia, l’evoluzione delle tecnologie energetiche e i cambiamenti del mercato spingono molti a chiedersi se questa opzione rappresenti ancora oggi la risposta più efficace. Ma procediamo con ordine.

 

I dati sulla diffusione dell’impianto a metano in Italia

 

L’Italia vanta una delle reti di distribuzione capillari più estese d’Europa, un fattore che ha decretato il successo dell’impianto a metano su scala nazionale

 

Ad oggi, la stragrande maggioranza delle abitazioni è allacciata alla rete cittadina, il ché rende il gas naturale la fonte primaria per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

 

Questa penetrazione non è casuale: è il risultato di investimenti infrastrutturali decennali che hanno reso accessibile questa risorsa anche nelle aree montane o rurali un tempo isolate.

 

I dati di settore confermano che, nonostante l’ascesa delle pompe di calore e dell’elettrico, il metano mantiene una quota di mercato dominante, specialmente nel settore delle ristrutturazioni di condomini esistenti.

 

A ciò vanno aggiunte la familiarità degli installatori con questa tecnologia e la facilità di reperimento della materia, le quali garantiscono una continuità operativa che rassicura l’utente finale.

 

Si tratta di un’eredità energetica solida che continua a influenzare profondamente le scelte impiantistiche di tecnici e privati in ogni regione.

 

I pro e i contro dell’impianto a metano

 

Valutare l’adozione di un sistema a gas richiede un bilanciamento attento tra aspetti economici e pratici. Dunque, un soppesamento di pro e contro.

 

Il vantaggio più importante è la continuità del servizio: a differenza della legna o del pellet, il metano non richiede stoccaggio o rifornimenti manuali, fluendo direttamente dalla rete.

 

I contro, invece, sono legati principalmente alla volatilità dei prezzi della materia prima, influenzati da dinamiche geopolitiche globali che possono rendere le bollette imprevedibili.

 

Esiste poi l’aspetto ambientale: pur essendo il più pulito tra i combustibili fossili, il metano produce comunque emissioni di anidride carbonica.

 

Infine, richiede una certa spesa per la manutenzione obbligatoria e i controlli di sicurezza periodici, necessari per legge.

 

Non va dimenticata la necessità di aerazione dei locali, che può influire sull’isolamento termico dell’abitazione.

 

Quando installare l’impianto a metano

 

Alla luce dei pro e dei contro, possiamo stilare una tabella con gli scenari in cui questa scelta risulta più o meno vantaggiosa.

 

Scenario
Convenienza
Motivo principale
Appartamento in condominio
Alta
Facilità di allaccio alla rete esistente
Casa singola non isolata
Media
Necessità di alta potenza termica costante
Nuova costruzione in classe A
Bassa
Concorrenza vantaggiosa delle pompe di calore
Sostituzione vecchia caldaia
Alta
Costi di installazione contenuti rispetto all’elettrico

 

In parole povere, il metano è ideale quando si cerca una soluzione collaudata in contesti già predisposti. Resta la scelta più pragmatica per chi desidera stabilità operativa senza stravolgere l’impianto radiatore esistente.

 

Cosa serve per installare impianto a metano

 

L’installazione di un impianto a metano non è un’operazione puramente idraulica, ma richiede una serie di passaggi tecnici e burocratici rigorosi.

 

Dal punto di vista strutturale, sono spesso necessarie opere murarie per il passaggio delle tubazioni, che devono rispettare distanze di sicurezza e materiali specifici (solitamente rame o acciaio) secondo le norme UNI.

 

È indispensabile creare fori di ventilazione per garantire il corretto ricambio d’aria, prevenendo l’accumulo di gas. Per quanto riguarda la documentazione, tutto inizia con la richiesta di allacciamento al distributore locale, che prevede l’installazione del contatore.

 

Successivamente, l’installatore abilitato deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DiCo), un documento essenziale che attesta la realizzazione a regola d’arte secondo le norme vigenti.

 

Senza questa certificazione, non è possibile attivare la fornitura né garantire la sicurezza degli occupanti. In caso di impianti centralizzati o condominiali, potrebbe essere necessaria anche la presentazione della SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco.

 

Ogni componente, dalla caldaia alle valvole, deve essere certificato CE. Infine, va compilato il libretto d’impianto, che accompagnerà la caldaia per tutta la sua vita tecnica, registrando ogni manutenzione futura.

 

Come risparmiare sull’impianto a metano

 

Affrontare la spesa per un nuovo impianto può spaventare, specialmente considerando i costi di allaccio e i prezzi delle moderne caldaie a condensazione.

 

Tuttavia, è possibile risparmiare senza compromettere l’efficienza dell’impianto. In questo contesto, la soluzione più intelligente è il confronto metodico dei preventivi, che permette di sfruttare la variabilità dei prezzi della manodopera ma non necessariamente la variabilità in termini di competenza.

 

Il consiglio è di utilizzare strumenti digitali come il tool di MestiereImpresa, il quale permette di mettere a confronto diverse ditte qualificate con pochi clic.

 

Questa trasparenza costringe le imprese a offrire prezzi competitivi e soluzioni tecniche ottimizzate, garantendo all’utente il miglior rapporto tra investimento iniziale e prestazioni future.

 

Passare attraverso una piattaforma così ben rodata significa proteggersi da costi imprevisti e assicurarsi che l’impianto venga installato con la massima efficienza energetica possibile.

 

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